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PRAHA: STORIA
La storia di Praga inizia con la
costruzione di un castello, chiamato Praha, sulla riva sinistra della
Moldava verso l'870 d.C. da parte di Borivoj allora principe della
stirpe dei Boemi che ne fece la sua residenza principesca.
Dal 1100 arrivò in Praga la cultura
romanica, che si evidenziò nelle forme delle strutture profane ed
ecclesiastiche. Nonostante la stupefacente attività della popolazione di
questa cittadina medioevale soltanto nel 1230 si videro i primi grandi
cambiamenti.
Dal XIV secolo lo stile gotico cancellò
il romanico imponendosi nei canoni di strutturazione dell'organismo
urbano.
La vistosa ed eccezionale crescita di
Praga ebbe un momento di stasi nel 1306 quando i Premislidi si estinsero
a causa di lotte interne per la conquista del trono. Carlo IV, re di
Boemia, ordinò una ricostruzione di Praga nello stile dell'alto gotico e
arricchì la città di decine di nuove costruzioni di una certa importanza
tra cui anche la prima Università del Centro Europa.
Solo con la morte di Carlo IV si ebbero
problemi in quanto l'eccessivo sviluppo precedente aveva preparato il
terreno ad un momento di crisi.
La chiesa se ne approfittò cercando di
attuare una riforma ecclesiastica.
La sua morte fece accelerare il
processo, dopo di lui non vi fu più riforma, ma rivoluzione ove Praga
ebbe una parte molto importante sia da un punto di vista militare sia da
un punto di vista politico. Alla fine divenne una componente guida della
ala borghese.
Queste guerre causarono gravi
distruzioni che impedirono a Praga di divenire una grande città, ma
grazie alla rivoluzione essa ottenne un grande prestigio politico.
Lotte interne dei detentori del potere
fecero perdere alla città la possibilità di riottenere l'antico
prestigio e splendore che non si incrementarono neppure dopo alcune
superbe modifiche e costruzioni fatte al castello reale nei secoli XV e
XVI in quanto, nel 1491, nel sodalizio personale boemo-ungarico il
sovrano si trasferì a Butin.
Neppure nel 1526, quando il reame Boemo
divenne parte di quello Ungarico il re Ferdinando d'Asburgo ritornò alla
sede di Praga.
La fusione dei due reami portò
immediatamente mal contento all'interno della città di Praga che presto
prese parte alle lotte contro il governo. La rappresaglia del re dopo la
sconfitta dei sostenitori di queste lotte fu terribile, moltissimi
cittadini persero grandi privilegi e subirono gravi perdite materiali.
Praga, comunque, non ci mise molto a
risollevarsi grazie soprattutto alla presenza delle famiglie nobiliari
degli Asburgo e grazie al fatto che nel 1583 Rodolfo II, allora re,
riprese Praga come sede reale.
Da quel momento la città si trovò in
mezzo a molteplici battaglie e contrasti soprattutto per la mai
accettata fusione beomo-ungarica, eventi, di cui ricordiamo la famosa
"defenestrazione di Praga", che portarono alla Guerra dei Trent'anni.
Grazie alla politica degli Asburgo nel
1630 Praga era completamente cattolica, ma l'economia stentava e non
erano molte le possibilità di risollevarsi.
Nel 1654 il timore di perdere l'intero
stato boemo con l'eventuale sconfitta di Praga portò alla decisione di
costruire delle nuove mura intorno alla città. La loro costruzione durò
quasi 50 anni e ilo stile barocco secondo cui furono eseguite
influenzarono l'architettura degli anni successivi.
L'inizio del XVIII secolo fu
caratterizzato da grande sviluppo all'interno della città grazie
all'operosità dei borghesi, che si opposero alla tendenza dei nobili e
della chiesa di monopolizzare le proprietà immobiliari, costruendo nuove
imprese manifatturiere di modo che il commercio ne traesse gran
giovamento.
Questo sviluppo fu interrotto dalle
guerre di successione degli Asburgo e dalle altre guerre del centro
Europa, i conflitti fecero capire quanto fossero efficaci le mura di
protezione di Praga, ma anche quanto la città fosse isolata e con
scarsissimi contatti con l'esterno.
Nel 1750 Praga era solo una efficiente,
ma piccola, città di provincia.
Una grande rivoluzione avvenne nel 1782
quando Giuseppe II, tra le varie innovazioni, unificò Praga che infatti
fino a quel momento era suddivisa non solo fisicamente, ma anche a
livello amministrativo, in quattro parti. Questa situazione durava quasi
dalla sua fondazione.
Il XIX secolo era iniziato col caos
delle guerre napoleoniche e con la conseguente situazione di ristagno.
La rivoluzione dell'industria smaltiti gli antichi schemi e stereotipi
medievali iniziò a Praga come nel resto d'Europa nel 1848 che perdurò
fino al 1914 con grandiosi sviluppi della città con la creazione di una
linea ferroviaria e svariati centri di moderna creatività urbanistica,
in questo mentre anche le mura furono abbattute per facilitare i
commerci e gli scambi. Una limitazione fu data dal governo d'Asburgo in
quanto non accettava che Praga rinascesse.
All'inizio della prima guerra mondiale
Praga era una città efficiente ed industrializzata, ma pur sempre una
città di provincia.
Nel 1918, finita la guerra mondiale
dalla quale Praga fu poco influenzata, nacque la Cecoslovacchia che si
sviluppò fino al 1939 quando la grande presenza di tedeschi nello stato
"giustificò" Hitler ad invadere ed annettere l'intero stato. Sono
tuttora tristemente famosi i ghetti di Terezin
L'Armata Rossa insieme alle truppe
alleate conquistarono Praga nel 1945, fu costituita una nuova repubblica
che ebbe una breve vita. Nel 1948 ci fu il colpo di stato comunista e la
Cecoslovacchia entrò nell'egemonia dell'URSS.
Dopo la morte di Stalin iniziò un
processo di revisione comunista e nacque la Repubblica Socialista
Sovietica con una nuova costituzione. Furono date progressivamente nuove
libertà durante la cosiddetta "Primavera di Praga" nel 1968.
L'URSS non accettò questi cambiamenti e
invase la città tra la notte del 20 e del 21 agosto 1968 . I carri
armati sovietici occuparono le strade della città, ogni forma di
informazione fu controllata e censurata.
Il paese cadde in una lunga apatia fino a quanto
fu scritta la famosa "Charta '77", documento nel quale si rivendicano le
tutele dei diritti civili firmato da molti intellettuali cechi.
Con la Perestroika di Gorbaciov, la
caduta del muro di Berlino, le manifestazioni di Praga misero il regime,
oramai incapace di reagire, in crisi. Fu abolito il monopolio del
partito sovietico. La rivoluzione di Velluto finì, Václav Havel diventò
presidente della nuova repubblica mentre Dubcek diventò capo del
parlamento.
Nel 1993 la Cecoslovacchia si divise in
Repubblica Ceca e Slovacchia. In Repubblica Ceca il presidente rimase
sempre Havel.
Lo sviluppo di Praga e di tutta la
Repubblica Ceca dopo la sua separazione è stato discreto negli ultimi
anni tutti gli operatori europei hanno investito massicciamente al suo
interno e un grande sviluppo è previsto nei prossimi anni, tanto che nel
2004 è certo il suo ingresso nell'Unione Europea. (tratto da
manghi.it)
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