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PRAHA: CITY GUIDE

Mappa della città

BREVE GUIDA ALLA CITTA' DI PRAGA

Risparmiata miracolosamente dai bombardamenti dell’ultima guerra la capitale della Repubblica Ceca conserva quasi intatte le proprie bellezze artistiche e architettoniche, inserite all’interno di un paesaggio urbano che ha saputo evitare le stonature del modernismo. Il quadro che vi si offre è dei più appaganti: la città è una delle più belle del mondo.
Le tracce storiche e artistiche che attraversano Praga vanno dallo stile gotico al cubismo. Nella parte vecchia, Staré Mesto, si incontrano numerosi monumenti. Per citarne alcuni la chiesa di Tyn, quella di Sant’Egidio oppure la Torre del Ponte o quella delle Polveri, piazza Piccola, piazza dei Crociati o il monastero di Sant’Agnese. In particolare vale la pena visitare la chiesa di San Giacomo: il nucleo originario risale al basso medioevo, inizialmente romanico, poi gotico. L’interno venne rifatto su tale impianto durante il ’700 in seguito ad un incendio e presenta molti elementi barocchi analogamente alla facciata che si presenta ricca di esuberanti stucchi. Percorrendo strada Celetná, che una volta conduceva al castello, è possibile osservare una serie di palazzi architettonicamente molto interessanti che vanno dal barocco all’art nouveau al cubismo. Nelle vicinanze si erge anche l’antico municipio, una torre divenuta il simbolo della rivolta contro gli Asburgo: da qui infatti vennero defenestrati i nobili austriaci nel 1618. In ricordo dei rivoltosi uccisi per terra ci sono 27 croci. La torre fu quasi distrutta nel 1945 dai tedeschi e ora l’unica parte originaria è quella della facciata del celebre orologio astronomico che rappresenta un autentico capolavoro: il meccanismo originario risale al XV secolo, ma è stato più volte ritoccato e ogni ora dalle 8 alle 21 apre due finestre da cui escono alcune statue di apostoli che si muovono accanto a quelle della morte, del turco, dell’avaro e del vanitoso, una tromba pone termine alla sequenza. Il quadrante azzurro indica la posizione della Luna e del Sole e sotto è posto il calendario con lo zodiaco.
La città conserva il ghetto ebraico, Josefov, un vero e proprio quartiere risorto e rimodernato dopo la seconda guerra mondiale che lega la sua storia a quella del centro urbano. Oggi Josefov nonostante le persecuzioni e gli abbandoni offre ancora molte attrattive e un’atmosfera sicuramente particolare con le numerose sinagoghe, il municipio e il cimitero. Quest’ultimo è stato chiuso nel ‘700 e contiene migliaia di antiche lapidi diroccate, la più antica delle quali risale al 1439, con altrettante iscrizioni di grande interesse storico-culturale.
Merita una visita attenta la zona chiamata Malá Strana, ovvero la cosiddetta ‘parte piccola’, che si sviluppa sulla sponda sinistra della Moldava ed è una delle zone di maggior fascino. Interamente ricostruita in seguito ad un incendio avvenuto nel 1541 e ulteriormente ristrutturata il secolo successivo dopo la guerra dei Trent’anni, si tratta storicamente di un quartiere residenziale immerso nel verde. Il Ponte Carlo unisce questa parte della città all’altra, attraverso il fiume Moldava. L’originario collegamento risale al XII secolo ed era in pietra, ma l’impeto del fiume lo spazzò via, analogamente ai molti successivi in legno. Carlo IV dette inizio nel 1357 alla costruzione dell’opera attuale. In epoca successiva venne aggiunta una torre difensiva e, dall’epoca barocca fino al 1928, venne progressivamente ad aggiungersi una teoria di statue di santi che oggi, nel numero di 30, ornano i lati del ponte.
Alcuni piloni del ponte poggiano sull’isola di Kampa, un luogo pittoresco e ricco di fascino con alcuni mulini, un tempo affollato dalle lavandaie e oggi meta privilegiata dei frequentatori di locali notturni che gli conferiscono un’atmosfera particolare. La chiesa Sv. Mikulás (San Nicola) sorge all’interno del quartiere ed è un capolavoro del barocco più virtuoso. Opera di più architetti, è un edificio molto elaborato, progettato fra il 1670 e il 1755 circa e culmina nella maestosa cupola alta 70 metri con un affresco della Trinità.
Nové Mesto, ovvero città nuova, in realtà risale ad un progetto di ampliamento del XIV secolo, più volte rivisto fino alle ultime importanti modifiche effettuate il secolo scorso. Fra gli edifici che risalgono a tale periodo ricordiamo il Národní Divadlo (teatro nazionale) che venne costruito con il contributo della popolazione in stile neorinascimentale con un arredo interno molto sfarzoso.


CASTELLO DI PRAGA

La costruzione del castello ebbe inizio nel IX secolo come primo insediamento fortificato a cui si aggiunsero nel tempo numerosi rifacimenti e ampliamenti. Da sempre residenza ufficiale dei governanti, è famoso per le sue eccezionali misure: 570 metri di lunghezza, 128 di larghezza, su una superficie di oltre 7 ettari. L’ingresso avviene attraverso il primo cortile, dove si trovano le guardie del castello, per poi accedere, attraverso la barocca porta Mattia, al secondo cortile, molto più interessante del primo. Su di esso si affacciano edifici tardo barocchi, dei bellissimi giardini all’italiana e la Cappella della Santa Croce, che una volta custodiva il tesoro della Cattedrale di San Vito alla quale si giunge con il passaggio al terzo cortile. Il progetto di costruzione della cattedrale prese avvio nel 1344 per opera dell’imperatore Carlo IV, ma giunse a conclusione solo nel 1929, subendo nel frattempo innumerevoli vicissitudini. Se gran parte della struttura è in stile tardogotico, tuttavia le aggiunte successive sono rinascimentali e barocche. La facciata è degna di nota soprattutto per l’enorme rosone e per i due portali di bronzo del 1927. L’interno a tre navate, fiancheggiate da numerose cappelle, offre uno spettacolo molto suggestivo, con la luce filtrata dalle vetrate colorate e un’altezza di quasi 33 metri.
La cappella di San Venceslao si distingue fra le altre. Chiusa sui quattro lati, racchiude la tomba e la statua del santo. Ma lo spettacolo più sbalorditivo vi verrà offerto dagli affreschi che raffigurano scene di vita del Cristo e di San Venceslao, nonché dalle preziosissime incastonature di pietre dure di tutti i colori che circondano i dipinti. Dalla cappella si può accedere alla sala del Tesoro dove si trova la corona imperiale. E' inoltre possibile ammirare l’oratorio reale, la ricchissima cappella e tomba di San Giovanni di Nepomuceno, il mausoleo reale. Usciti dalla cattedrale si incontrano la Grande Torre e il vecchio Palazzo Reale del XII secolo ma con molte aggiunte successive. All’interno è possibile ammirare alcune sale fra cui la famosa sala di Vladislao decorata in un virtuoso stile tardogotico, la sala della cancelleria e quella del consiglio imperiale. La Basilica di San Giorgio di epoca romanica, ma con una facciata tardobarocca e restauri successivi che ne hanno snaturato l’aspetto, offre tuttavia una bella scala del ‘700 e una cripta che risale al XII secolo. Il cosiddetto vicolo d’oro è nelle immediate vicinanze con le piccole casette degli orafi, abitate a inizio secolo anche da Franz Kafka.


IL PONTE CARLO

Il ponte Carlo (Karlův most) unisce Malá Strana alla città vecchia. Il ponte Judith, in legno e di stile romanico, l’ha preceduto fra il X e la metà del XIV secolo, prima di venir travolto da una piena del fiume Moldava. Carlo IV decise di assegnare il nuovo progetto a Petr Parléř, l’architetto della cattedrale di San Vito. Fu iniziato nel 1357 e terminato un secolo dopo. Si chiamò ponte di Pietra fino all’800, quando fu deciso di dedicarlo al grande trasformatore della città.
Pedonale, il ponte è lungo 500 m e largo 10, si regge su 16 pilastri, ha due possenti torri alle due estremità e accoglie 30 statue di grande pregio. Durante la bella stagione si affolla di artisti, musicisti e bancarelle… tutto l’anno regala uno dei panorami più belli sulla città.

 

 

 


PIAZZA DELLA CITTA' VECCHIA

Staroměstské náměsti, piazza della città vecchia, è il cuore di Praga e il teatro dei grandi avvenimenti storici della Boemia, dalla defenestrazione dei delegati asburgici alla proclamazione di Havel; al centro la statua di Jan Hus, il riformatore religioso. Attorno sorgono splendidi edifici: la gotica casa della Campana di pietra sede di esposizioni e concerti, palazzo Golz-Kinský rosa e in stile rococò sede di temporanee, casa del Liocorno d'Oro in stile barocco, casa A. Štorch Syn in stile neogotico. Il municipio spicca fra gli altri, grazie anche al celebre orologio astronomico, simbolo della città. Si tratta di un edificio che ha subito nel corso dei secoli numerose aggiunte e rifacimenti.

 

 

 


CHIESA DI SAN NICOLA

La chiesa di San Nicola, sulla piazza principale, costituisce la maggior attrazione del quartiere. Si tratta di uno dei maggiori esempi di stile barocco: la facciata a due ordini con statue dei padri della chiesa e lo stemma del conte Kolovrat, il campanile, la cupola e l’interno arricchito con affreschi, stucchi, statue, coro e pale, creano un effetto di vera magnificenza. Gli affreschi di proporzioni considerevoli (ben 1500mq) sono opera di Kracker e rappresentano scene della vita di San Nicola. L’imponente coro fu suonato anche da Mozart.
 

 

 

 

 


CASA ALLA MADONNA NERA

Tra le architetture barocche e rococò che caratterizzano Celetná ulice, una delle strade più belle di Staré Mésto, la Città Vecchia, si nota la casa 'Alla Madonna nera' (Dum U Cerné Matky Bozí), il cui aspetto si discosta da quello del luogo in cui è inserita. Sorge all'incrocio della via con Ovocný trh e nonostante il nome faccia riferimento all'immagine ancora visibile sulla facciata, ciò che rimane dell'originario edificio barocco sul quale la casa è stata edificata, presenta elementi tipici ascrivibili al Funzionalismo (corrente architettonica che in reazione al Barocco si propone di rispondere alle esigenze pratiche della costruzione): ampie finestre e distribuzione variabile degli spazi interni che alludono allo scheletro in acciaio dell'edificio.
Ad un esame più attento, tuttavia, emergono particolari difficilmente riconducibili agli stili architettonici noti: il profilo composito delle finestre, gli abbaini inclinati, il portale d'ingresso incassato e affiancato da colonne con base e capitello irregolari, la ringhiera in ferro battuto a spirali della scala circolare coperta da cupola in vetro… La casa 'Alla Madonna nera' è espressione del Cubismo, che soltanto a Praga da' luogo a una scuola architettonica.

 

 


JOSEFOV

Il quartiere ebraico di Praga è compreso nello Staré Mĕsto, il centro storico cittadino. La presenza ebraica a Praga è datata al X secolo, ma i confini del ghetto, isolato con cancelli dal resto dell'abitato, vengono stabiliti nel XIII secolo e solo nel 1850, dopo che Giuseppe II d'Asburgo aveva riconosciuto i diritti sociali e politici agli ebrei (1784), Josefov (così chiamato in onore dell'imperatore) diventa parte integrante della città. Alla fine del XIX secolo si decide di risanare il quartiere ebraico, risparmiando dalla distruzione soltanto gli edifici storici: le sei sinagoghe, il municipio e il cimitero.
 

 

 

 


MALA STRANA

Il cosiddetto "lato piccolo", sulla sponda opposta del fiume rispetto a Stare Mesto, si sviluppò nel XIII secolo con Otakar Premysl, ma nel corso del tempo fu più volte rifatto e abbellito. In particolare diversi incendi distrussero le antiche costruzione in legno, che durante i secoli XIV-XV furono sostituite da palazzi rinascimentali. Carlo IV ne incentivò lo sviluppo, ma fu l’età barocca a determinarne l’impronta che ancora oggi conserva. Il quartiere, infatti, accolse la ricca borghesia e le nobili famiglie della regione, dopo la vittoria dei cattolici sui protestanti.
 

 

 

 

 


SANTUARIO DI LORETO

Il culto della Madonna di Loreto nasce in Italia intorno al XV secolo e si diffonde in seguito in tutta Europa. La leggenda che lo sostiene vuole che la casa di Nazareth in cui visse la Vergine e in cui accolse l'arcangelo Gabriele, fosse trasportata nel 1294 a Loreto (vicino a Porto Recanati) per fuggire i Saraceni. A imitazione di tale luogo e della basilica che vi sorse, in epoca controriformista e sull'onda di un rinato culto Mariano, anche la Boemia si riempì di santuari. Quello di Praga è sicuramente il più famoso fra questi. Il santuario risale all'epoca barocca per volere della principessa Caterina di Lobkovic. La facciata è stata ampiamente rifatta nel 1721 a opera degli architetti Christoph e Kilian Dietzenhofer che la arricchirono di sculture e statue in stile barocco. Il campanile barocco a cupola è arricchito da un carillon di 27 campane fuse ad Amsterdam.
Il chiostro, invece, avvolge la Santa Casa. All'interno due fontane del '700 che rappresentano l'Assunzione e la Resurrezione, e attorno una sequenza di arcate con volte affrescate, altari lignei barocchi, cappelle e confessionali. Per quanto riguarda le sette cappelle, si ricordano quella dedicata a San Francesco e quella dedicata a Sant'Antonio dei primi del '700 opera del Dietzenhofer e dello scultore M.W. Jäckel; curiosa, inoltre quella dedicata a Santa Liberata (che si dice si sia fatta crescere la barba per scampare un matrimonio!)
La Santa Casa, opera di architetti e scultori italiani, risale al 1626 e ripete il disegno di quella italiana. Il progetto architettonico appartiene a G.B. Orsi di Como, mentre le sculture e i bassorilievi che la ricoprono con scene di vita della Vergine e profeti sono di G. Agosta, G.B. Colombo e G.B. Cometa. All'interno un ciclo di affreschi dedicati a Maria, un altare d'argento e un Madonna in legno con corona d'argento.
La basilica è ancora una volta da attribuirsi all'architetto Christoph Dietzenhofer (terminata dal figlio, Kilian). Di stile barocco, la bella costruzione è penalizzata dal chiostro e dalla presenza della Casa che la pongono in secondo piano. L'interno, arricchito da sculture e da un maestoso affresco centrale, è dominato dall'altare maggiore e dalla pala raffigurante la Natività.
Il tesoro del santuario si trova nel primo piano del chiostro e offre forse la raccolta di oggetti sacri più ricca del paese: ostensori (fra cui uno con ben 6000 diamanti), oggetti liturgici, reliquiari, corone, messali...

 


NOVE MESTO

La cosiddetta parte nuova della città fu sviluppata a partire dal XV secolo, anche se la maggior parte degli edifici che oggi si possono ammirare risalgono al XIX secolo. Quando Mala Strana, Hradcany, Stare Mesto e Nove Mesto vennero unite, al posto delle antiche mura furono create Na Prikope e via Narodni. Lungo Na Prikope si affacciano molti edifici in stile Secessione, il Liberty praghese: l’agenzia Cedok, casa Koruna, la Komercini Banka. Il suo proseguimento, la Norodni, conserva memoria degli eventi della "rivoluzione di velluto" e altri edifici di pregio fra cui si ricordano la liberty casa Topic, al n. 37 un palazzo rinascimentale, al n. 31 un palazzo neobarocco e al n. 21 un palazzo con 4 bambini per insegna! All’angolo con la Jungmannova si erge un curioso e forse unico esempio di "rondocubismo": l’edificio eretto nel 1923 segue le linee geometriche tipiche del cubismo unendole in modo funambolico con curve barocche! Ha ospitato per anni il Teatro della Lanterna Magica.
Il teatro Nazionale (Narodni divadlo) è il classico edifico in stile neorinascimentale, inaugurato nel 1881, ma rifatto subito dopo a causa di un incendio che lo distrusse proprio durante la prima. Gli interni maestosi presentano numerose e ricche decorazioni, statue e affreschi. Di fianco sorge il più recente Scena Nuova, maestoso e ridondante blocco di vetro.
Percorrendo il lungo fiume, Masarykovo, si incontrano altri splendidi edifici. In piazza Venceslao (Vaclavské namesti), invece, troneggia la statua di San Venceslao e attorno si concentrano numerose attività commerciali, locali e alberghi, nonché alcuni edifici in stile Secessione fra cui il celebre Hotel Europa, palazzo Koruna, palazzo U Novaku.
Il Museo Nazionale, il più antico della Boemia, è un edificio in stile neorinascimentale risalente al 1893. Gli interni davvero ridondanti per ricchezza, profusione di stucchi e decorazioni, conservano numerose collezioni fra cui quella di storia e quella di scienze naturali.
Il Museo Storico della Città di Praga ripercorre con ricchezza di materiali l’evoluzione e lo sviluppo di Praga